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Current Projects

Triplain? Triple Plain or Triple Playing, or Trip Lane or Triplane or whatever your imagination could suggest, just close your eyes and listen for the next 33 minutes!

Instrumental music is about telling stories without words..

 

Triplain? Triple Plain, o Triple Plan, o Triple Playing, o Trip Lane o Triplane o qualsiasi cosa possa suggerire la vostra fantasia, semplicemente chiudete gli occhi e ascoltate per i prossimi 33 minuti! In fondo la musica strumentale è narrazione senza parole..

Paolo Sorge, el. guitar

Francesco Cusa, drums

Gabriele Evangelista, bass

Paolo Sorge

Paolo Sorge Trio - Blueprint

Nella tradizione del jazz la formula del trio chitarra-contrabbasso-batteria è il corrispettivo chitarristico del più classico trio jazz con il pianoforte: un equilibrio perfetto di frequenze e di timbri, un mezzo espressivo ideale.

Per me frequentare questo habitat musicale è spesso l'occasione per cimentarmi con la musica dei grandi compositori del jazz: Mingus, Monk, Elligton, Strayhorn. A questo patrimonio, che è parte importante del mio background, affianco alcune mie composizioni raccolte durante circa vent'anni di attività, dal respiro contemporaneo ma con le radici in quella tradizione. 

L’alto margine di libertà nell’improvvisazione - direttamente proporzionale alla fantasia e alla statura artistica dei musicisti qui coinvolti - rende ogni concerto variopinto e diverso dal precedente.

Il trio è quindi per me un “luogo” familiare in cui è possibile rivisitare il passato e al tempo stesso sperimentare, provare a dire qualcosa di nuovo e attuale.

Paolo Sorge

RingLike

(cycle games for seven instruments)

Il titolo di questo mio nuovo progetto (trad. dall’inglese come un anello, o in forma di anello) si riferisce innanzitutto al principio che ne costituisce l'ispirazione primaria: l'esplorazione in fase compositiva, performativa e improvvisativa di varie forme di "ciclicità" musicale.

Cerco di mettere in primo piano la pulsazione e il contrappunto ritmico. Sono da sempre convinto che anche l’espressione musicale più astratta possa risultare comunicativa e coinvolgente se l’ascoltatore ha la possibilità di riconoscere la ciclicità di un ritmo, di percepire la ritmicità di un gesto musicale o il ciclico ritorno di un elemento tematico già ascoltato poco prima, o magari di abbandonarsi docilmente alla trance indotta dalla reiterazione di un elemento sonoro. La presenza di una sezione ritmica jazz che “pulsa” in maniera pressoché costante è funzionale a questa strategia comunicativa.

In questo ciclo di otto composizioni la scrittura gioca un ruolo complementare e paritetico rispetto all’improvvisazione. I musicisti coinvolti sono chiamati ad interiorizzare ed eseguire le parti scritte ma anche a rielaborare il testo improvvisando molto liberamente, quasi alla ricerca di un equilibrio utopistico tra concretezza e astrazione, tra l’apollineo e il dionisiaco.

Paolo Sorge ringlike

E’ jazz anche questo, ma nella misura in cui la sintassi di quella musica può arricchirsi di elementi estranei ad essa, con una scrittura talvolta influenzata dalle altre musiche progressiste del Novecento, ed una prassi che concede all’esecutore/improvvisatore tutta la libertà di manipolare la materia sonora estemporaneamente, segnandone la forma in modo diverso ad ogni concerto.

Il mio intento è quello di fornire all’ascoltatore attraverso ritmi, stratificazioni e ciclicità di vario tipo una chiave di accesso facile alla mia musica, che permetta un ascolto morbido, senza eccessiva tensione intellettuale, “battendo il piede a tempo” e gustando senza sforzo la complessità degli impasti timbrici, le melodie spigolose e le invenzioni geometrico-musicali proposte.

In un senso più poetico, nella mia musica la sovrapposizione, l’interferenza, la coesistenza di elementi provenienti da estetiche musicali diverse, sono elementi che vogliono esprimere un’idea di convivenza pacifica, tolleranza e valorizzazione delle differenze.

 

Paolo Sorge

 

* Prima esecuzione: Catania, 11 dicembre 2013, Teatro Odeon

produzione originale dell'AME - Associazione Musicale Etnea - XXXIX Stagione Concertistica 

PUGLISI/SORGE DUO

Fabrizio Puglisi, pianoforte

Paolo Sorge, chitarra el.

Oggi - forse ancor di più che nei favolosi e temerari anni Sessanta - l'attuale panorama del jazz contemporaneo pare si trovi in bilico tra la continua e necessaria “fase di ricerca” di nuove e più moderne tendenze di linguaggio ed il recupero di una certa "classicità", riproposta possibilmente, nei svariati aspetti legati alla tradizione ed alla complessa rilettura del passato.

Altre combinazioni, altre differenti prospettive di libertà idiomatiche, lasciano invece campo alla casualità degli eventi, i cui esiti, spesso, si rivelano più creativi e non di meno divertenti e fertili.

All'interno di questa luminosa parabola di libertà e di meravigliosa narrazione, nell'agguerrito e rischiosissimo modo di “osare”, si compenetrano, costituendo un'alta impalcatura di "fratellanza" e di azione rituale dei gesti, le musiche e i concetti contenutistici di due tra i più abili e "temerari" rappresentati del jazz internazionale di oggi: Fabrizio Puglisi e Paolo Sorge.

Il progetto sancisce l'unione parallela di vari aspetti della ricerca affrontata dai due musicisti catanesi.  Ricerca e - perdonateci il termine - sperimentazione, sempre attuata sul florido terreno della creatività interiore.

Gianmichele Taormina

​LaMaranza

Claudio Lugo, soprano sax

Paolo Sorge, el. guitar

Francesco Cusa, drums

‘LaMaranza’ è una conversazione in musica attorno al concetto di dance music.

Scopo recondito la creazione di tracce improvvisate che possano servire come contributo al lavoro di un dj particolarmente coraggioso. 

Pubblico e ambiente dei live entreranno in gioco come parte attiva.

Presto disponibile per Improvvisatore Involontario.

Paolo Sorge manico