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#RECENSIONE DI TRIPLAIN DI PAOLO SORGE, IMPROVVISATORE INVOLONTARIO, 2016 SU #NEUGUITARS #BLOG

di Andrea Aguzzi

17 September 2016

 

“Triplain? Triple Plain or Triple Playing, or Trip Lane or Triplane or whatever your imagination could suggest, just close your eyes and listen for the next 33 minutes! Instrumental music is about telling stories without words.. “

http://www.paolosorge.com/

A Paolo Sorge piace giocare con le parole, e non è il solo nella compagnia di Improvvisatore Involontario: anche Francesco Cusa non scherza. Ma con la musica nessuno di loro due, anzi nessuno di loro tre, includendo il contrabbasso di Gabriele Evangelista, ama scherzare e lo dimostrano con questo nuovo lavoro Triplain, sul cui nome possiamo divertirci a giocare come suggerisce Paolo Sorge.
Posso dire di conoscere la musica di Sorge da diverso tempo, ho sempre seguito il suo percorso musicale con grande interesse, un sentiero che Sorge si è aperto e costruito, giocando e suonando sempre in maniera molto intelligente, avendo bene in mente cosa voleva fare.
Quello che mi stupisce (piacevolmente) di questo suo ultimo lavoro è la notevole “densità musicale” che è riuscito a racchiudere in 33 minuti di musica intensa e potente. Sì è vero la musica strumentale può raccontare delle storie e in questo caso sono storie complesse, interi racconti che dilatano il tempo e superano la distanza di 33 minuti che Sorge ha fissato con i sette brani qui registrati. Triplain è un disco che non si esaurisce in pochi ascolti e che vale la pena di riprendere dopo qualche tempo. Il motivo? E’ sempre bello riascoltare delle belle storie… c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire e da imparare… Qualità di registrazione perfetta, mai sentito la chitarra di Paolo con un suono così bello.

1- Divergenze (3:18)
2- Floating (3:09)
3- Idea Due (6:04)
4- Ciclosfera (3:38)
5- Slonimsky’s Domino (7:50)
6- Triplain (2:26)
7- TreDueNove (6:51)

Paolo Sorge: guitar and compositions
Gabriele Evangelista: double bass
Francesco Cusa: drums

 

 

 

 

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